
Autonomia e connessione. Due bisogni fondamentali
La Self-Determination Theory di Deci e Ryan (2000, 2020) identifica autonomia e connessione (o relazione) come due dei tre bisogni psicologici fondamentali (il terzo è la competenza). Sebbene spesso la si confonda con l'indipendenza, l’autonomia è un concetto più complesso e ampio, che implica la capacità di un individuo, in particolare un adolescente, di gestire i propri pensieri, emozioni e azioni in modo indipendente.
1. Autonomia ≠ Indipendenza
L'indipendenza riguarda principalmente la capacità di "fare da soli, con i propri mezzi".
L'autonomia, invece, coinvolge un livello superiore di auto-regolazione, che va oltre il semplice "fare da soli" e abbraccia il pensare e decidere in modo autogovernato.
2. Concetto di Autonomia
L'autonomia si riferisce alla capacità di un adolescente di:
- Pensare in maniera autonoma
- Provare e riconoscere le proprie emozioni
- Prendere decisioni consapevoli
- Agire per conto proprio, senza necessità di conferme esterne.
3. Concetto di Connessione
La connessione riguarda la costruzione e il mantenimento di relazioni interpersonali che siano:
- Stabili e durature
- Reciproche e appaganti
- Caratterizzate da un’interazione basata sul rispetto e la soddisfazione reciproca.
Durante l'adolescenza, la dialettica tra autonomia e connessione diventa particolarmente importante e complessa, poiché i giovani si trovano a navigare tra il desiderio di indipendenza e il bisogno di appartenenza.
Modelli di Autonomia nell'Adolescenza
Steinberg (2002) descrive l’autonomia in tre dimensioni fondamentali:
1. Autonomia emotiva: la capacità di trovare soluzioni personali ai problemi emotivi, cercando supporto al di fuori della famiglia, ad esempio da amici o adulti di riferimento.
2. Autonomia comportamentale: riguarda l’abilità di prendere decisioni e assumersi le responsabilità delle proprie azioni, senza essere eccessivamente influenzati dalle opinioni o pressioni altrui.
3. Autonomia valoriale: consiste nel definire e mantenere i propri principi morali e valori, resistendo alle pressioni sociali che potrebbero spingere a conformarsi.
Noom, Dekovic e Meeus (2001) introducono poi altre prospettive sull'autonomia adolescenziale:
1. Autonomia emotiva: come in Steinberg, si riferisce alla gestione delle emozioni e al supporto sociale autonomo.
2. Autonomia attitudinale: questa dimensione aggiunge un aspetto cognitivo, dove il giovane inizia a riflettere su obiettivi e scopi a lungo termine, chiedendosi “cosa voglio fare della mia vita”. È un processo di auto-riflessione e pianificazione per il proprio futuro.
3. Autonomia regolatoria (o funzionale): riguarda le strategie che gli adolescenti sviluppano per raggiungere i propri obiettivi. Questa forma di autonomia è strettamente legata alla capacità di pianificare azioni concrete e sostenibili nel tempo per il raggiungimento dei traguardi personali.
In sintesi, la crescita dell’autonomia e della connessione negli adolescenti è un processo cruciale per la loro maturazione psicologica e sociale. Mentre l’autonomia permette loro di costruire una propria identità e di prendere decisioni indipendenti, la connessione li aiuta a sviluppare relazioni significative e soddisfacenti, essenziali per il benessere emotivo e per l’integrazione nella società.
Due prospettive teoriche a confronto
Abbandono delle concezioni idealizzate dei genitori (onnipotenza vs. limiti e fallibilità)
Si comincia a percepire una differenza fra sé e i genitori (percepirsi come diversi da loro)
Importanza delle relazioni tra pari
1. Sviluppo dell’autonomia come processo discontinuo di separazione (Anna Freud, Peter Blos)
2. Sviluppo dell’autonomia come processo continuo di separazione (Cicognani, Zani, 2003; Steinberg, Silk, 2002)
1) Sviluppo dell’autonomia come processo discontinuo di separazione
La capacità da parte dell’adolescente di fare affidamento su se stesso va considerata come un evento improvviso, una sorta di discontinuità evolutiva.
Tale evento si accompagna a una conflictualità accesa coi genitori.
Il modello di Peter Blos (1967, 1979)
Autonomia: progressiva costruzione di un sé competente e autonomo. Individuazione e Separazione: presa di distanza dai genitori, più o meno conflittuale. Carattere: esito del processo di separazione-individuazione; corrisponde alla personalità dell’individuo, ovvero il modo in cui l’individuo risponde a stimoli esterni e interni.
Progressiva costruzione di un sé competente e autonomo
Autonomia: Individuazione e Separazione
Carattere: esito del processo di separazione-individuazione; corrisponde alla personalità dell’individuo, ovvero il modo in cui l’individuo risponde a stimoli esterni e interni.
Quattro sfide evolutive per lo sviluppo del carattere:
1. "Secondo" processo di separazione-individuazione
2. Rielaborazione e controllo dei "traumi" infantili (sapere rielaborare le inevitabili esperienze traumatiche dell’infanzia).
3. Continuità dell’Io (acquisire e mantenere il senso della continuità dell’Io pur nei cambiamenti)
4. Formazione dell’identità sessuale (maschile, femminile, ambivalente → siamo negli anni ’70...)
- Il primo processo di separazione-individuazione: ha luogo nella prima infanzia.
1. Separazione: superamento della fusione simbiotica con la madre e riconoscimento di un sé separato.
2. Individuazione: identificazione di questo sé separato (cos’è, quali sono le sue caratteristiche individuali).
- Il secondo processo di separazione-individuazione: richiede una presa di distanza (psicologica, più che fisica) dalle immagini interiorizzate dei genitori. Man mano che l’adolescente sente consolidarsi il suo senso di identità personale, i conflitti con i genitori diminuiscono progressivamente.
Alla presa di distanza dai genitori, corrisponde un intensificarsi dei rapporti con i coetanei che fungono da sostegno. Esito: acquisizione di un sé "stabile", minore dipendenza dalle fonti esterne di sostegno.
2) Sviluppo dell’autonomia come processo continuo di separazione
A partire dagli anni '70 il modello psicoanalitico dello sviluppo adolescenziale è stato oggetto di numerose critiche: il conflitto genitori-figli adolescenti non è così diffuso, né inevitabile.
Il 75% degli adolescenti si sente vicino ai propri genitori e li ammira (Cicognani e Zani, 2003).
Aspetti di gradualità e continuità nel processo di acquisizione dell’autonomia: autonomia come trasformazione, rinegoziazione della relazione con i genitori, mantenimento di legami affettivi stabili.
Il modello di Grotevant e Cooper (1998)
Il modello ruota intorno alla dialettica individualità vs. connessione all'interno della relazione genitori-adolescenti (focus sui legami anziché sull'individuo). L'individualità fa riferimento ai processi di differenziazione del sé mentre la connessione coinvolge i processi che legano il sé agli altri.
Nell'ambito dell'individualità:
Autoaffermazione: capacità di mostrare il proprio punto di vista e comunicarlo con chiarezza.
Separatezza: capacità (dell’adolescente e del genitore) di cogliere ed esprimere la differenza (opinioni, valori, comportamenti) tra sé e gli altri.
Per quanto concerne la connessione:
Permeabilità: si riferisce all'apertura alle idee degli altri.
Mutualità: fa riferimento alla sensibilità e al rispetto verso le opinioni degli altri, specialmente quando si esprime il proprio punto di vista.
Il modello di Youniss e Smollar (1989)
Anche qui dialettica fra individuazione e legame coi genitori. Importanza del conflitto: permette la crescita psicologica dell’adolescente; rispetto a una condizione precedente, in cui i genitori prendono tutte le decisioni riguardanti il bambino, l'adolescente inizia a rivendicare maggiore libertà decisionale (il rapporto da asimmetrico si fa sempre più paritario).
Tre possibili esiti della dialettica individuazione - separazione:
1. Soluzione adattiva: l’aumento di battibecchi, dibattiti, discussioni genitori-figli non minaccia la loro coesione affettiva.
2. Invischiamento: in cui non c’è spazio per l’individualità
3. Distacco totale dai genitori, in cui non è possibile la connessione.
La ricerca empirica ha rilevato che:
1. Su alcune aree l’autonomia è più precoce (vestiario, igiene, tempo libero)
2. Su altre aree è più tardiva (regole di casa, uscite, ore di rientro serale)
3. I ragazzi hanno più autonomia delle ragazze (socializzazione differenziale)
4. Gli adolescenti tendono ad attribuirsi più autonomia di quanta ne riconoscano i loro genitori
La ricerca sui profili relazionali
Le ricerche in questo ambito individuano configurazioni tipiche di autonomia e connessione (profili) al fine di esaminare il modo in cui questi processi si associano all’adattamento psicosociale degli adolescenti.
Ricerca di Lamborn e Steinberg (1993), USA, 14-18 anni, autonomia emotiva e supporto genitoriale percepito:

Autonomia e connessione nelle ricerche cross culturali
Autonomia e connessione si declinano diversamente nelle varie culture. Possibile relazione con individualismo e collettivismo (principali descrittori dei valori culturali):
- Culture individualiste: Gli individui sono motivati principalmente a raggiungere i propri obiettivi personali e fanno affidamento sulle proprie risorse.
- Culture collettiviste: La rete delle relazioni sociali, in primis la famiglia, riveste un ruolo centrale. L'individuo è in stretta connessione con il sistema sociale (tradizione e rispetto per l'autorità).
Kagitcibasi (2002) propone tre modelli di interazione familiare che sintetizzano valori di varie culture:
- Famiglia con interdipendenza totale: Tipica delle culture collettiviste, l'autonomia personale è vista come una minaccia.
- Famiglia caratterizzata da indipendenza: Tipica delle culture individualiste, in cui un'alta connessione è vista con sospetto.
- Un nuovo modello familiare: Qui c'è ricerca di connessione emotiva ma anche di autonomia (es. economica). Modello più adattivo in diversi paesi non solo occidentali.
Risultati di ricerche sulle differenze culturali:
- Dwairy & Achoui (2010): Nei Paesi orientali (Kuwait, Arabia Saudita, India), gli adolescenti mostrano livelli di connessione più alti rispetto ai paesi occidentali (Francia, Polonia, Argentina). Nei paesi orientali, una bassa connessione è associata a livelli più alti di disadattamento sociale.
- Studio italiano: Gli adolescenti italiani e britannici mostrano che in Italia l’invischiamento familiare non è associato a disadattamento, mentre in Gran Bretagna sì. Questo può dipendere da aspetti culturali, come la percezione dei confini interpersonali.
Per concludere:
- Autonomia e connessione sono due bisogni interdipendenti per la crescita.
- L'equilibrio tra connessione e autonomia porta a benessere psicosociale.
- L’esasperazione di uno o l’altro bisogno può causare problemi di adattamento.
- Per costruire un’identità “sana,” è essenziale il rapporto con gli altri e un nucleo identitario integrato.