
Giovani delinquenti... per "nascita"?
Nel campo della devianza, le spiegazioni possono essere suddivise in due categorie principali: quelle disposizionali e quelle che vedono la devianza come una "scelta."
Le teorie disposizionali attribuiscono la causa della devianza a caratteristiche personali, che possono essere innate, come le predisposizioni biologiche, o acquisite, come le relazioni con le prime figure significative. In questo contesto rientra anche il Disturbo della Condotta (DC).
Il ruolo della biologia
Studi condotti su gemelli omozigoti (con patrimonio genetico identico) cresciuti in contesti diversi hanno evidenziato che circa il 40% della tendenza al comportamento aggressivo è da attribuire a fattori genetici (Muratori, 2018):
- Predisposizione genetica per tratti oppositivi (= umore collerico e irritabile e comportamenti vendicativi e sfidanti)
- Predisposizione genetica per callosità (= mancanza di senso di colpa ed empatia)
Diversamente, i comportamenti delinquenziali non aggressivi (furti, menzogne, fughe da scuola) sembrerebbero scarsamente legati a fattori genetici.
Due aree cerebrali sono implicate nella violenza / aggressività: la corteccia prefrontale e il circuito limbico (specialmente amigdala). Queste due aree intervengono in due tipologie di violenza o o aggressività: quella reattiva e quella strumentale.
Tipologie di violenza
La violenza reattiva, che consiste in comportamenti aggressivi di fronte a una minaccia percepita nell’ambiente, può essere determinata da
- Difetto del controllo inibitorio esercitato dalla corteccia prefrontale, con conseguente aumento dell’impulsività (ipoattivazione della corteccia e minore sostanza grigia in essa contenuta; Raine et al., 2000)
La violenza strumentale, ovvero quella finalizzata a uno scopo, che in genere non riguarda la sofferenza della vittima ma, piuttosto, il dominio su quest’ultima, o l’ascesa nella gerarchia di un gruppo, è poi incoraggiata da
- Ipoattivazione dell’amigdala nel riconoscere e rispondere agli stati emotivi dell’altro di paura: la visione della paura nel volto dell’alto perde il suo potere di inibire il gesto violento.
- Iperattivazione dell’amigdala di fronte agli stati emotivi dell’altro di rabbia; l’iperarousal limbico non è generalizzato per tutti gli stimoli emotivi, ma solo per quelli che hanno a che fare con la rabbia.
Predisposizione genetica e ambiente
La predisposizione genetica per tratti violenti non porta necessariamente a comportamenti violenti. Se un individuo con tale predisposizione cresce in un contesto funzionale, come una famiglia stabile con interazioni sociali positive, la predisposizione non si traduce in comportamenti effettivamente violenti. Al contrario, se lo stesso individuo cresce in un contesto a rischio, caratterizzato da interazioni sociali disfunzionali, questa predisposizione genetica può trasformarsi in un comportamento violento.
In sintesi, l’ambiente sociale gioca un ruolo cruciale nel determinare se una predisposizione genetica si manifesterà o meno in comportamenti violenti.
Il Ruolo dell’attaccamento
Esperienze negative di attaccamento (soprattutto evitante o disorganizzato), che possono comprendere maltrattamento e abuso, favoriscono nel bambino / adolescente un difetto di mentalizzazione (comprensione della mente dell’altro): → il bambino non acquisisce la capacità di «leggere la mente dell’altro» perché non ha fatto esperienza di tale competenza con le proprie figure significative.
Non essedo in grado di leggere la mente dell’altro, alcuni segnali possono essere interpretati negativamente (es. risata = ridi di me) e innescare reazioni violente o volontà di sopraffazione.
Disturbo della condotta
Il Disturbo di Condotta è un disturbo ad esordio in età evolutiva (infanzia prima dei 10 anni o con esordio in adolescenza) caratterizzato da un pattern ripetitivo e persistente di comportamenti antisociali, aggressivi/non aggressivi, con le seguenti modalità: aggressione a persone e animali; distruzione della proprietà; frode o furto; gravi violazioni di regole.
L’anomalia del comportamento è associata al disagio dell’individuo ed ha un impatto negativo sul normale funzionamento in ambito sociale, educativo, lavorativo e in altre aree importanti.
Gravità:
- Lieve / Moderato / Grave
Funzionamento psicologico:
- Mancanza di rimorso o senso di colpa
- Insensibilità e mancanza di empatia: disprezzo e noncuranza per i sentimenti altrui e per gli effetti delle proprie azioni sugli altri
- Indifferenza per i risultati: disinteresse verso il basso rendimento scolastico o lavorativo e mancanza di impegno
- Affettività superficiale o anaffettività: espressione ridotta di sentimenti ed emozioni verso gli altri o manipolazione delle emozioni a scopo personale
Le cause:
- Diversi studi indicano che i maltrattamenti infantili rappresentano un fattore di rischio importante per l’insorgenza di queste problematiche, specialmente in soggetti geneticamente predisposti
- Deficit delle funzioni esecutive, che può spiegare la tendenza ad azioni impulsive e non ben pianificate
- Deficit nell’elaborazione dell’informazione sociale: situazioni ambigue vengono percepite come ostili, il che porta più facilmente a reazioni aggressive o vendicative, suggerendo una scarsa abilità nell’inferire gli stati mentali altrui